Sant'Antioco e la tessitura del bisso
Sant'Antioco non è famosa solo per le sue spiagge o per i suoi siti archeologici. È uno dei pochi luoghi al mondo dove si fa ancora la filatura e la tessitura del bisso marino, fibra ricavata dal mollusco denominato Pinna nobilis, che vive nelle lagune dal fondo sabbioso dell'isola.A lavorare nella maniera tradizionale la seta del mare, è rimasto solo un maestro riconosciuto: Chiara Vigo.
Cos'è il bisso Citato anche nella Bibbia, dove viene usato per tessere le vesti di Aronne, il bisso è un filo che nasce dalla lavorazione della 'barba' della Pinna Nobilis, curioso mollusco che sembra un incrocio tra una cozza e un’ostrica, protetta dall’Unione Europea dal 1992 come specie in via di estinzione.La produzione in Sardegna conobbe un grande sviluppo sotto i Fenici, che la importarono dal Medio Oriente, e fu attiva fino ai primi del Novecento ad Alghero, Cagliari, Bosa, Cabras, e a La Maddalena. Fatta rigorosamente e solamente a mano.
La scuola di Sant'Antioco Il fotografo fiorentino Vittorio Alinari, nel 1914, racconta nelle sue immagini dei 200 telai in funzione nella piccola isola del Sulcis. E delle tante famiglie che mandavano le proprie figlie a scuola da un maestro di bisso per imparare questa antica arte, capace di produrre calze, guanti e impalpabili sottovesti, leggere come la seta, ma di mare. Una sapienza tramandata di generazione in generazione, che ha creato piccoli capolavori tessili conservati nei musei ma spesso non visibili al pubblico.
Chiara Vigo L’unicoMaestrodi bisso rimasto al mondo, e capace di lavorarlo nella maniera tradizionale, èChiara Vigo,commendatore della Repubblica Italiana e vincitrice di numerosi premi internazionali. E persino candidata per il riconoscimento di questa particolare tessitura come Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell'Unesco. Nativa di Sant'Antioco, apprende la sua arte dalla nonna Leonilde Mereu, e negli anni sperimenta con successo una nuova tecnica di utilizzo della fibra prodotta dalla Pinna nobilis, che non uccide il mollusco e consente di ripiantarlo sui fondali. Perché questa magia continui a vivere nei prossimi secoli è però fondamentale preservare i nostri mari in buone condizioni, vietare la pesca con le reti a strascico e gli scarichi in acqua di sostanze nocive.
