A spasso per Santadi
Appena 25 chilometri separano Porto Pino da Santadi, piccolo paese dell'entroterra del Sulcis celebre soprattutto per la bontà dei suoi vini. Ma non solo. Qui infatti si trovano alcuni dei più importanti siti archeologici della Sardegna risalenti alla Preistoria e alla dominazione fenicia: la necropoli di Montessu e il complesso di Pani Loriga. Senza dimenticare le grotte di Is Zuddas.
Santadi alta e bassa Un po' come Bergamo, anche il paese sardo è suddiviso in due nuclei: Santadi Basciu e Santadi 'e Susu, costruito a semicerchio attorno alla parrocchiale di San Nicolò, risalente al XV secolo, ma ricostruita nell'Ottocento. Al centro di Santadi invece si trova Sa Domu Antiga, una tipica abitazione rurale delle famiglie benestanti contadine tipica degli inizi del '900, che ospita il locale museo etnografico. Le tradizioni del luogo sono mantenute vive anche da una manifestazione che ogni anno attira migliaia di turisti: il 'Matrimonio Mauritano', rito nuziale in costume tradizionale che ad agosto unisce due giovani del paese.
Le grotte di Is Zuddas Il territorio circostante il paese di Santadi è ricco di opportinità per gli amanti della speleologia. A cominciare dalle grotte di Is Zuddas, cavità che si diramano per una lunghezza complessiva di circa 1650 metri sotto il monte Meana. All'interno del sito si possono visitare diversi ambienti caratterizzati da stalattiti e stalagmiti, colate e cannule. Qui si possono ammirare anche le rarissime aragoniti, note anche con il nome di 'fiori di grotta', presenti in gran numero.
Il sito di Pani Loriga A pochi chilometri da Santadi c'è il sito fenicio-punico di Pani Loriga, risalente al VII secolo a.C.. Il complesso archeologico racchiude un'acropoli con resti di antiche abitazioni, una necropoli fenicia con 150 sepolture a fossa ed una punica composta da tombe ipogee, le cosiddette domus de janas, e il nuraghe Diana (1800-1600 a.C.). Ad est dell'acropoli, gli scavi hanno riportato alla luce parte di un tofet, santuario fenicio-punico a cielo aperto che abitualmente accoglieva i resti dei sacrifici umani e sepolture infantili.
La necropoli di Montessu Sempre nelle immediate vicinanze di Santadi, nel comune di Villaperuccio, sorge la necropoli di Montessu, la più imponente distesa di domus de janas della Sardegna meridionale. Oltre 40 le tombe, di varia grandezza e disposizione. Al loro interno sono stati ritrovate suppelletttili e ceramiche risalenti a varie epoche storiche, da l Neolitico finale, all'Eneolitico recente e al Bronzo antico. Infine, a Barrancu Mannu (o Sa Tuaredda) è presente una tomba dei Giganti, databile al 1300 a.C. circa, in granito giallo-rosa.
La cantina di Santadi A Santadi si nasconde una delle cantine vitinicole più importanti d'Italia, vincitrice di svariati premi nazionali ed internazionali e nota soprattutto per il suo Carignano del Sulcis 'Terre brune', insignito della Doc. Senza dimenticare il Rocca Rubia e l’Araja.
